Notice bibliographique
Résumé
Il saggio riassume e rielabora le considerazioni svolte durante l'ultima giornata della Summer School: "Storia, un insegnamento in crisi?Tra specificità disciplinari e nuove urgenze".Il testo segue la scansione data dalle domande poste da A. G. Salassa, ma tiene conto anche delle questioni emerse nel dibattito finale.Le questioni esaminate sono sostanzialmente le seguenti: se è corretto parlare, con riferimento alla scuola italiana dei nostri giorni, di "insegnamentoe di insegnantiin crisi" e, nel caso, perché; se c'è ancora il rischio che la storia subisca un ridimensionamento nei curricula scolastici; quali tra i "nuovi" compiti che istituzioni e società civile richiedono ai docenti di storia (le varie educazioni -alla cittadinanza, al rispetto dell'ambiente, ecc.-; il fact checking; la media literacy) sono maggiormente integrabili; se l'insegnamento della storia può essere "palestra di cittadinanza" e se non c'è invece il rischio di una sua riduzione a pedagogia civile, che porti a una perdita delle sue importanti specificità disciplinari.Quale crisi per quale storia?IL 29 agosto, nella sessione introduttiva di questa Summer, emergeva come negli ultimi decenni l'insegnamento della storia abbia avuto fortune alterne in Europa.Nei paesi occidentali generalmente ha perso spazi, ore e importanza, mentre nei paesi dell'Est è avvenuto il contrario.Nel frattempo, il fatto stesso che nelle rilevazioni internazionali sulla qualità dell'insegnamento sia assente la storia, ha fatto apparentemente "sparire" la questione.Secondo Piero Colla, quindi, se non si può parlare di una crisi generalizzata dell'insegnamento della storia, per lo meno si deve parlare di un problema.Partiamo da qui: c'è un problema, e dobbiamo capire che tipo di problema.Per brevità proporrei di distinguere intanto due aspetti:• un conto è interrogarsi sulla perdita di importanza della storia nei sistemi educativi, cioè della crisi di importanza della disciplina storica.Spesso questo tema si confonde con quello più generale della "crisi della disciplina storica" in sé.A tratti, quindi, questo dibattito si intreccia con temi complessi che attraversano la storia professionale (la storiografia), un dibattito ampio e articolato, che tocca anche nodi teorici ed epistemologici importanti; • un conto è interrogarsi sulla crisi delle forme di mediazione (didattica) della storia e, in particolare, sulla crisi di queste forme nella scuola pubblica, nella scuola dell'obbligo (nell'educazione formale).Quale ruolo e quali forme di mediazione sembrano in crisi?Semplifico per fornire alcune coordinate: sin dalla seconda metà dell'Ottocento si crea nei paesi europei un certo tipo di rapporto tra scuola e saperi (discipline); all'interno di questo rapporto la storia ha un ruolo fondamentale, connesso con la costruzione della nazione ("romanzo nazionale", "nazionalismo metodologico") nella fase ascendente della mondialità europea ("eurocentrismo", "ideologia del progresso").Questo ruolo, questa importanza dell'insegnamento della storia nella scuola pubblica è il punto di partenza per capire la situazione attuale.Almeno dalla fine del Settecento per noi europei è esistito un legame tra stato-nazione, scuola e storia, che ha accompagnato la professionalizzazione della disciplina, la scolarizzazione di massa e i processi di estensione della cittadinanza.E' questo tipo di equilibrio che oggi vacilla, come l'intero rapporto tra società, scuola e saperi definito tra XIX e prima metà del XX secolo. [1] La scuola italiana, che ha un impianto storicista fortissimo, risente ovviamente di questa transizione.Si può approfondire questo discorso in tante direzioni, ma qui aggiungiamo un'altra premessa, utile per comprendere le complesse dinamiche che influenzano il nostro modo di concepire l'educazione.
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Comment cette classification a été obtenuedéplier
Prédiction machine sur la base complète
Imitation des enseignantsNi prévalence calibrée, ni vérité terrain. Validation humaine à venir. Le volet Gemma est une étiquette directe du modèle pour chaque travail de la base, lue sur la notice réduite au titre. Le volet Codex est un classifieur appris des 10 348 étiquettes directes de Codex et calibré sur les taux pondérés de l'échantillon; les champs sans appui suffisant ne portent aucun appel Codex. Le mode candidate est l'union des deux volets; le consensus est leur intersection. Ces sorties portent le statut machine_predicted_unvalidated et ne sont pas des étiquettes humaines.
Scores du classifieur distillé par catégorie (deux têtes)
| Catégorie | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Métarecherche | 0,004 | 0,017 |
| Méta-épidémiologie (sens strict) | 0,000 | 0,000 |
| Méta-épidémiologie (sens large) | 0,001 | 0,000 |
| Bibliométrie | 0,001 | 0,001 |
| Études des sciences et des technologies | 0,004 | 0,006 |
| Communication savante | 0,008 | 0,005 |
| Science ouverte | 0,001 | 0,005 |
| Intégrité de la recherche | 0,002 | 0,003 |
| Charge utile insuffisante (le modèle a refusé de juger) | 0,031 | 0,005 |
Scores machine (provisoires)
Les deux têtes enseignantes du modèle étudiant, lues sur ce travail. Un score ordonne la base pour la relecture; il n'affirme jamais une catégorie, et le statut de validation accompagne chaque rangée tel quel.
Scores de référence d'un modèle non mature (critères de maturité non atteints, 7 itérations). Un score ordonne; il n'affirme jamais une catégorie.
score_only:v0-immature-baseline · tel quel depuis la passe de notation : score_only signifie que le nombre peut ordonner les travaux, et qu'aucune étiquette de catégorie n'en découleClassification
machine, non validéePrédiction automatique; un appel candidat d’une seule source (Gemma direct ou Codex distillé), pas un consensus.
Le détail, modèle par modèle et score par score, se trouve en fin de page sous « Comment cette classification a été obtenue ».