Anthony Mollica (August 6, 1939–March 31, 2024)
Pourquoi ce travail est dans la base
Une base qui oublie comment elle a trouvé un travail ne peut pas être vérifiée. Voici les voies qui ont admis celui-ci.
Notice bibliographique
Résumé
Antonio, Anthony, Tony Mollica nasce a Motticella, in provincia di Reggio Calabria. Si trasferisce con la famiglia in Canada giovanissimo, a 12 anni.Inizia subito dopo la laurea ad insegnare alla Welland High & Vocational School. Passa poi un periodo, dal 1974 al 1977, presso il Ministero dell'Educazione dell'Ontario, prima come consulente poi come ispettore. Entra poi alla Brock University, dove, nel 1989, diventa Professore Ordinario di didattica delle lingue francese, spagnolo ed italiano. Viene nominato Professore Emerito nel 2004.Ha diretto alcune riviste canadesi del settore: The Canadian Modern Language Review/La Revue canadienne des langues vivantes (1974–1989); il Bulletin of the Canadian Association of Second Language Teachers; Language and Society/Langue et Société (1983–1985); Brock Education (1991–1995). È stato fondatore e direttore di Mosaic, The Journal for Language Teachers. Ha fondato una casa editrice specializzata in edizioni per l'insegnamento la Éditions Soleil Publishing, che vanta centinaia di titoli sia in libri di testo che scientifici. È stato autore o curatore di più di sessanta volumi sull'insegnamento delle lingue straniere. Tra cui, nel 2010, il fondamentale e pioneristico Ludolinguistica e Glottodidattica che sancisce l'avvio di una nuova area di ricerca teorica ed applicata nel campo della didattica delle lingue moderne.Ugualmente lunga è la lista di premi e riconoscimenti prestigiosi che ha ricevuto: the Florence Steiner Award for Leadership in Foreign Language Education dell'ACTFL (1980); the Robert Roy Award (1985) della Canadian Association of Second Language Teachers; la Medaglia d'argento dell'Università per Stranieri di Perugia (1995); the Brock University Faculty of Education's Excellence in Teaching Award (2003); il Distinguished Service Award della American Association of Teachers of Italian; l'Ontario March of Dimes (2002); il premio “Una vita per l'italiano”, assegnato dall'Università di Venezia, “Ca’ Foscari”; il titolo di “Commendatore della Stella della Solidarietà”, conferitogli dal Presidente della Repubblica Italiana per il suo ruolo di promotore della lingua e della cultura italiana; il titolo di membro onorario dell'Associazione per lo Studio della Lingua Italiana (ASLI) (2011).Il suo impegno per la promozione della lingua italiana anche a livello organizzativo è rappresentato dal suo lungo e costante coinvolgimento nelle associazioni professionali. Già dal 1965 come chairman del chapter italiano della Ontario Modern Language Teachers Association. È nell'AATI, però, che egli si impegna attivamente per lunghi anni ricoprendo tutti gli incarichi direttivi: come vice-presidente (1974–1976) e (1988–1993), responsabile della sezione pedagogica della rivista Italica, (1972–1976), Regional Representative of Canada (1981–1983), Secretary-Treasurer (1984–1988) e, infine, President (1993–1998) durante il quale portò il Congresso annuale dell'AATI in Italia nel 1995. Inoltre, diventa publisher, attraverso Éditions Soleil Publishing, della rivista Italica, diretta dal suo amico e collega Michael Lettieri (2015–2021).Dal punto di vista scientifico, l'intuizione geniale di Anthony Mollica è stata l'applicazione della ludolinguistica alla didattica delle lingue moderne e, per questo motivo, il suo lavoro non verrà mai dimenticato e sarà sempre associato a questa disciplina. La ludolinguistica, infatti, fornisce una nuova e definita cornice teorica e metodologica alla sua ricerca, ma, soprattutto, ne delinea la meta. Fin dagli inizi della sua esperienza educativa, (il primo articolo sull'uso di giochi di parole, quali cruciverba e labirinti, è del 1979) Mollica capisce che le condizioni migliori perché si possa apprendere una lingua straniera non possono prescindere dallo stato psicologico, dal coinvolgimento e dalla creatività dello studente (“ogni studente, indipendentemente dal suo bagaglio linguistico, sa pensare”), dal piacere di apprendere ed insegnare, dalla passione che si mette nel proprio lavoro. La grammatica non è noiosa. È il modo come viene spiegata, e quindi appresa, che la rende così. Il gioco è quindi la chiave che apre la porta dell'apprendimento. Il gioco con la lingua e sulla lingua, con le parole e con le regole. Nelle sue interviste e nei suoi scritti Mollica ripete spesso, parafrasando Huizinga, che “l'uomo ludens è nato prima dell'homo sapiens”, cita Marshal McLuhan quando afferma che “L'educazione dev'essere divertente e il divertimento deve essere educativo” e ricorre a Eco dichiarando che “il gioco è al quarto posto tra i bisogni fondamentali dell'uomo”. Secondo Mollica l'acquisizione efficace della lingua straniera non dipende soltanto dalla “rule of forgetting” di Krashen, quanto piuttosto dalla “rule of distraction”.Mollica raccoglie gli anni di ricerca, di studio e di applicazione delle sue idee nella sua opera fondamentale Ludolinguistica e glottodidattica, pubblicata per la prima volta nel 2010 e poi nella nuova versione ampliata del 2020. “Se il linguaggio è cosa seria, parte altrettanto seria ne è il gioco”, scrive Tullio de Mauro nella introduzione alla sua prima edizione. L'applicazione della ludolinguistica alla glottodidattica è cosa serissima. Della prima, Vedovelli, nella presentazione al secondo volume dell'edizione del 2020, ne individua chiaramente le radici filosofiche, linguistiche e ludologiche, da Ludwig Wittgestein a Giampaolo Dossena. Per la sua applicazione in glottodidattica Mollica si avvale della cornice teorica degli studi di Rogers, Sauvignon, Krashen, Danesi, Freddi e Titone. Ha aperto così, di fatto, un nuovo filone di ricerca, che è ormai diventato un fiume vigoroso, grazie al contributo di molti giovani studiosi che gli sono e saranno sempre riconoscenti.Questo è quanto si ricava dal profilo professionale e scientifico che è descritto nel suo lunghissimo curriculum di sessanta anni di attività. Ne emerge la figura di un grande educatore e attento ricercatore. Pioniere degli studi sulla didattica delle lingue moderne in Canada e a livello internazionale, non solo quella italiana, a cui si è maggiormente dedicato, ma anche a quella dello spagnolo e del francese. Formatore di schiere di studenti e docenti. Esploratore e padre di un nuovo ambito di ricerca, la ludolinguistica applicata alla didattica delle lingue moderne. Parallelamente emerge il suo impegno come divulgatore, attraverso la direzione di riviste e la creazione di una casa editrice e il suo ruolo attivo nella promozione della lingua italiana attraverso l'AATI.Ma questo lungo elenco di titoli ed incarichi basta a delineare la figura di Anthony Mollica? No. Decisamente no. La figura professionale di Anthony ci dice poco della sua persona e di come egli avesse inteso il suo lavoro, o meglio, la sua missione, meglio ancora la sua passione. Per riuscire a capire qualcosa di più di Tony è necessario averlo conosciuto, aver cenato con lui, aver riso con lui, aver seguito uno dei suoi corsi, aver trascorso dei momenti con lui. Anche brevi, a dire la verità. Bastava, infatti, poco tempo per capire la sua statura di studioso, ma soprattutto la sua statura di uomo. E di come questi due aspetti fossero strettamente intrecciati. E allora il modo migliore di ricordarlo e di rendergli il giusto merito è quello di raccontarlo attraverso le parole dei suoi colleghi che, caso raro, gli sono anche tutti amici. E dei suoi studenti e dei suoi allievi, con i quali stabilisce sempre un rapporto speciale, oserei dire intimo e confidenziale, ma al tempo stesso autorevole e di guida.Tony ricorda spesso che in inglese la parola insegnante si può tradurre in due modi: teacher and educator. Lui preferisce decisamente la seconda. È chiaro, fin dagli inizi, che il suo lavoro gli piace, che è bravo e che il suo rapporto con gli studenti è speciale. Una sua allieva della WHS dopo 60 anni lo ricorda ancora oggi così: “Mr Mollica was my favourite teacher. He inspired the desire of travel and see the world. He was a true gentleman and so knowledgeable.” Una studentessa di Brock University, che poi diventerà insegnante di francese, scrive: “I remember him well for his passion and for setting high expectations of his students”.Le definizioni che appaiono più spesso sono: vulcanico, amico, maestro, appassionato, entusiasta, empatico, spiritoso, creativo, generoso, “outstanding person”, “endless source of sparkling ideas”. Si sottolinea la sua “generosity of spirit”. Ironicamente lo si definisce come “dirompente, curioso, debordante, onnicomprensivo, globalizzante, divertente, acuto, enorme”. Un amico “sincero e generoso”. Quando ci si riferisce a lui, traspare non solo il riconoscimento al suo lavoro, alla sua professionalità, alle sue capacità educative e scientifiche. Emerge anche il suo ruolo di “mentor”, guida, fratello maggiore. Eccelle il suo lato umano, fatto di entusiasmo, empatia, creatività, saggezza, umorismo. Tutti ricordano i momenti condivisi con lui, senza distinguere tra incontri professionali o conviviali, perché ogni volta era un piacere. Nelle cene, nelle lezioni e negli incontri spiccava sempre la sua ironia, la sua saggezza ed il suo umorismo, ma anche il suo rigore e il suo carisma di educatore. Ci ricordiamo le risate fatte insieme che si intersecano e sovrappongono alle riflessioni, alle intuizioni, alla creatività, alle idee, agli spunti scientifici e educativi, senza a volte soluzione di continuità o confini del contesto. Tutti ci ricordiamo il suo sorriso.È mancato mentre stava facendo un giro di conferenze presso varie università italiane e la Società Dante Alighieri, che lo invitavano regolarmente. La sua famiglia, la moglie Elizabeth, i figli Karen, Pamela, David, gli adorati nipoti Luke, Alexander, Daniel hanno scritto: “he followed his passions until the very end of his life”. Credo che non ci sia epitaffio più corretto. Tony, citando Bernard Shaw, diceva spesso: “Non smettiamo di giocare perché siamo vecchi. Diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare”. Tony è rimasto giovane fino alla fine . . . E lo rimarrà sempre nei nostri cuori e nei nostri ricordi.
Récupéré en direct depuis OpenAlex et désinversé. Les résumés ne sont pas conservés dans cette base de données : les index inversés représentent 8,6 Go des 9,3 Go de texte de la base, et le serveur dispose de 13 Go libres.
Prédiction distillée sur la base complète
Imitation des enseignantsNi prévalence calibrée, ni vérité terrain. Validation humaine à venir. Apprise à partir de 10 348 étiquettes directes de Codex et de 10 348 étiquettes directes de Gemma. Le mode candidate est l'union des têtes enseignantes seuillées; le consensus est leur intersection. Ces sorties portent le statut machine_predicted_unvalidated et ne sont ni des étiquettes humaines ni des étiquettes directes de modèles de pointe.
Scores Codex et Gemma par catégorie
| Catégorie | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Métarecherche | 0,003 | 0,001 |
| Méta-épidémiologie (sens strict) | 0,000 | 0,000 |
| Méta-épidémiologie (sens large) | 0,000 | 0,000 |
| Bibliométrie | 0,000 | 0,002 |
| Études des sciences et des technologies | 0,001 | 0,001 |
| Communication savante | 0,001 | 0,000 |
| Science ouverte | 0,001 | 0,000 |
| Intégrité de la recherche | 0,001 | 0,001 |
| Charge utile insuffisante (le modèle a refusé de juger) | 0,012 | 0,009 |
Scores machine (provisoires)
Les deux têtes enseignantes du modèle étudiant, lues sur ce travail. Un score ordonne la base pour la relecture; il n'affirme jamais une catégorie, et le statut de validation accompagne chaque rangée tel quel.
Scores de référence d'un modèle non mature (critères de maturité non atteints, 7 itérations). Un score ordonne; il n'affirme jamais une catégorie.
score_only:v0-immature-baseline · tel quel depuis la passe de notation : score_only signifie que le nombre peut ordonner les travaux, et qu'aucune étiquette de catégorie n'en découle