I tempi della cura : genere, quotidianità e tecnologie domestiche
Notice bibliographique
Résumé
Oggetto di studio della mia tesi è il tempo della cura, cioè quel tempo dedicato\nalla riproduzione della vita degli altri esseri umani, al loro benessere fisico e\nmentale, alla loro protezione. Nel corso dell’ultimo cinquantennio gli stili di vita\nsi sono profondamente trasformati e con essi anche il lavoro di cura. Nel mio\npercorso di ricerca ho analizzato i mutamenti dell’organizzazione e dei\nsignificati dell’attività di cura e delle scansioni temporali delle quotidianità\nfemminili all’interno di due contesti caratterizzati da differenti processi di\nmodernizzazione. Le teorie della vita quotidiana sono state lo strumento\nanalitico per leggere, entro il più ampio processo di modernizzazione, le\nconseguenze che la diffusione delle tecnologie domestiche hanno prodotto sul\nlavoro di cura ed in che termini queste abbiano aperto nuovi spazi sociali ed\nindividuali per le donne e se abbiano indotto delle trasformazioni nei ruoli\nmaschili e femminili. La parte empirica della ricerca ha riguardato la\ncomparazione fra due insiemi di donne provenienti dallo stesso contesto\nsociale -la Calabria degli anni ’50- ma che hanno percorso due differenti\nmodelli di trasformazione sociale: uno più lento, per quelle che sono rimaste e\nsono cresciute in Calabria, l’altro più repentino, per quelle che sono emigrate a\nVaughan in Canada. La comparazione si colloca su un duplice piano d’analisi:\nquello orizzontale tra generazioni cresciute in contesti differenti e quella\nverticale tra generazioni successive. In un caso, quello calabrese, la diffusione\ndelle tecnologie domestiche si è prodotta gradualmente, rappresentando più\nche un progetto coerente e complessivo di organizzazione del lavoro\ndomestico, un segno di possibilità di accesso al consumo e di acquisizione di\nstatus. Nell’altro caso, quello canadese, la dotazione tecnologica domestica è\ninvece già immediatamente disponibile e rientra nelle logiche di razionalità\norganizzativa che governano quel sistema già dagli anni ’50. Nell’un caso e\nnell’altro le tecnologie domestiche si pongono come funzionali ad un più\ngenerale modello di sviluppo. Liberano tempo e diminuiscono la fatica fisica.\nMa questo tempo e questa fatica fisica, che rimangono prerogativa del genere\nfemminile, non incrementano le dimensioni del tempo libero fruibile dalle\ndonne. Nel caso canadese consentono esclusivamente alle donne di poter,\nrazionalizzando e velocizzando il lavoro domestico, essere libere e disponibili\nverso il mercato del lavoro. Nel caso calabrese supportano una generazione di\nmamme che assume su di sé l’intero carico del lavoro di cura, liberando la\ngenerazione successiva dalle incombenze che avevano sempre gravato su\nquelle precedenti e così creando le condizioni, grazie soprattutto all’accesso\nall’istruzione delle più giovani, per l’avvio di un processo di emancipazione. Il\nlavoro di cura si trasforma, non è più così preponderante il peso della fatica\nfisica, non è più un lavoro ripetitivo di gesti e modelli tramandati, non è più un\nlavoro teso a conservare. Soprattutto per le generazioni più giovani la fatica\ndiventa stress, la ripetitività diventa capacità organizzativa, la conservazione\ndiventa capacità di innovazione.The focus of my dissertation is the time of care, it is the time allocated to the\nreproduction of life of other human beings, to their physical mental welfare and\nto their protection.\nIn the last fifty years the life styles have been radically transformed and with\nthem the time of care too. In my work I analyse the change in the organisation\nand the meanings of care, and the schedule of women’s daily life within two\ncontexts characterised by diverse processes of modernisation.\nThe theories on daily life are the analytical tool I used to “read”, within the larger\nprocess of modernisation, the consequences on the time of care of the\ndevelopment and diffusion of home technologies, and how such developments\nhave created new social and individual spaces, and if they have created\nchanges in the male and female roles.\nIn the empirical part of my work I compared two clusters of women from the\nsame social context – that is Calabria in the 50s – but who have been part of\ntwo different models of social changes: one – the slowest – involving women\nwho grew up and remained in Calabria, the other – the fastest – involving\nwomen migrated to Vaughan in Canada.\nThe comparative work is done on two levels: horizontal and vertical. On the\nhorizontal it refers to the same generation growing up in different, on the\nvertical it refers to the successive generations.\nIn the case of Calabria the distribution of home technologies has happened\ngradually, representing rather than a coherent and overall project for organising\nthe house work a sign of the possibility to access consumerism and status\nacquisition. In the case of the Canadian process the home technology is\nalready available in the 50s and is part of the wider system of organisational\nrationality. In both cases the home technologies are functional to a wider\ndevelopment. They release time and decrease the amount of physical labour\nrequired. However these time and physical labour, that belong peculiarly to the\nfemale gender, do not increase the free time available to women. In the\nCanadian case – producing a more rational and fast house work - they allow\nwomen to be more free and available in the labour market. In the Calabrian\ncase the technologies help a generation of mums who take on their shoulders\nthe whole care, this has released the successive generation from the duties of\ndomestic care given them the opportunities – thanks to the access given to the\nyounger to education – to start a process of emancipation.\nCaring is transformed: it is no longer a tiring physical activity, it is no longer a\nseries of repetitive movements and traditional models, it is no longer a job\naiming to preserve. Particularly for the youngest generations labour of care\nbecomes stress, the routine becomes organisational ability, and the\nconservation becomes ability to innovate.
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Comment cette classification a été obtenuedéplier
Prédiction machine sur la base complète
Imitation des enseignantsNi prévalence calibrée, ni vérité terrain. Validation humaine à venir. Le volet Gemma est une étiquette directe du modèle pour chaque travail de la base, lue sur la notice réduite au titre. Le volet Codex est un classifieur appris des 10 348 étiquettes directes de Codex et calibré sur les taux pondérés de l'échantillon; les champs sans appui suffisant ne portent aucun appel Codex. Le mode candidate est l'union des deux volets; le consensus est leur intersection. Ces sorties portent le statut machine_predicted_unvalidated et ne sont pas des étiquettes humaines.
Scores du classifieur distillé par catégorie (deux têtes)
| Catégorie | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Métarecherche | 0,002 | 0,005 |
| Méta-épidémiologie (sens strict) | 0,000 | 0,000 |
| Méta-épidémiologie (sens large) | 0,000 | 0,000 |
| Bibliométrie | 0,002 | 0,003 |
| Études des sciences et des technologies | 0,006 | 0,009 |
| Communication savante | 0,010 | 0,005 |
| Science ouverte | 0,001 | 0,008 |
| Intégrité de la recherche | 0,001 | 0,002 |
| Charge utile insuffisante (le modèle a refusé de juger) | 0,018 | 0,002 |
Scores machine (provisoires)
Les deux têtes enseignantes du modèle étudiant, lues sur ce travail. Un score ordonne la base pour la relecture; il n'affirme jamais une catégorie, et le statut de validation accompagne chaque rangée tel quel.
Scores de référence d'un modèle non mature (critères de maturité non atteints, 7 itérations). Un score ordonne; il n'affirme jamais une catégorie.
score_only:v0-immature-baseline · tel quel depuis la passe de notation : score_only signifie que le nombre peut ordonner les travaux, et qu'aucune étiquette de catégorie n'en découleClassification
machine, non validéePrédiction automatique; un appel candidat d’une seule source (Gemma direct ou Codex distillé), pas un consensus.
Le détail, modèle par modèle et score par score, se trouve en fin de page sous « Comment cette classification a été obtenue ».