Bibliographic record
Abstract
letterarie più affascinanti nella Judit di Federico Della Valle, tragedia in cui la figura biblica si trasforma in un'inedita eroina controriformistica, ossi- morica vergine seduttiva e paladina della fede, capace di un'incisiva azione politica'.In questo dramma, la riflessione sui rapporti di forza all'interno delle corti, tipica dell'opera del tragediografo astigiano, si coniuga con un'innovativa rappresentazione delle relazioni di potere tra i sessi^.Così come néX Esteranch'essa di argomento biblico -, nella Judit il perso- naggio eponimo si trova ad affrontare un avversario maschile \ La dinamica dello scontro è analoga nei due testi: in entrambi i casi la donna è legata al comandante o al sovrano da un vincolo erotico, sconfìgge il servo-con-sigliere e raggiunge il suo scopo grazie alla capacità di manipolare a proprio vantaggio le attese degli interlocutori.Nei due drammi di Della Valle la conquista del "cuore" del capo supre- mo rappresenta per tutti i subordinati l'unica mediazione possibile per accedere al potere politico"^.La problematica possibilità di un'azione che Sulle complesse valenze del personaggio di Judith nel testo biblico e sull'utilizzo contrapposto fattone dalla Riforma Protestante e dalla Controriforma Cattolica cfr.Stocker, Judit Sexual Warrior.Vorrei esprimere la mia profonda gratitudine a Laura Sanguineti White e ad Andrea Baldi, del dipartimento d'Italiano di Rutgers, per l'incoraggiamento e il sostegno offertomi nelle ricerche su questo soggetto.^11 ruolo centrale assunto dalla rappresentazione del potere nelle tre tragedie è stato ripetutamente messo in luce, ma mai studiato nella sua specificità.-'Si tratta di Aman ncW Ester e di Vagao nella Judit.A conferma della regolarità di questa struttura, si pensi ndï Ester zWd.lotta di Zares e Dagan per il cuore di Aman, scontro che riproduce, a un livello sociale inferiore, quello tra Ester ed Aman per il cuore di Assuero.Alla dinamica che contrappone le figure dei consiglieri nelle tragedie dellavalliane allude Sanguineti White, Dal detto alla figura, 73.Lo scontro, che in entrambe le tragedie oppone l'eroina al consigliere fraudolen- to e i servi fedeli ai servi malvagi, ha sempre per oggetto le emozioni e le passioni del sovrano.La possibilità per i subordinati di acquisire potere e di intervenire nella storia passa letteralmente attraverso il "cuore" del proprio superiore.Non a caso, nel momento culminante della loro esaltazione, tanto Vagao nella Judit quanto Aman nell'^f^^rsi gloriano di essere "spirto", "cuore" ed "alma" del pro- prio signore (Cfr.Judit, w. 522-524; Ester, w. 742-750; v. 759).Quaderni d'italianistica.Volume XXVI, No. 2, 2005, 29 Monica Bilotta incida sul reale si lega così, secondo un canone tipico dell'età barocca, alla questione del controllo delle coscienze.La figura di Judit esempla in maniera particolarmente riuscita i dilemmi posti dal complesso rapporto fra la dimensione etica dell'agire umano e la sua efficacia concreta.Eroina della dissimulazione, Judit non ricorre mai alla menzogna con i suoi avversari, si limita a tacere, a non smentire le loro ipotesi, operando al tempo stesso in nome di Dio^.Per l'appunto, non simula, dissimula.Della Valle, dal suo osservatorio di piccolo funzionario soggetto alla ruota della fortuna, assolve e giustifica l'utilizzo dell'unico strumento a disposizione dei sottoposti per conservare un margine d'intervento autonomo nei confronti tanto del potere politico quanto della Chiesa.Di fronte ai personaggi femminili, l'autore mostra un'apertura simile a quella che rivela riguardo alla dissimulazione, conferendo legittimità etica all'utilizzo di strumenti di autodeterminazione censurati dalla tradizione quali il mascheramento dei propri obiettivi e l'esaltazione della propria attrattiva sensuale.Sia nella Judit che ncW Ester la donna è relegata dalle convenzioni sociali in una posizione secondaria; costituisce un elemento decorativo e un oggetto del desiderio maschile, che la vorrebbe, ruttai più, specchio della potenza del consorte.Tuttavia, le protagoniste dellavalliane rivendicano, sotterraneamente, un proprio margine di azione e sono in grado di incidere con efficacia sul reale grazie alla capacità di decostruire dall'interno i pre- concetti degli uomini, che, pur facendole soggetto del proprio sguardo, sono incapaci di vederle davvero.Affiora così, seppure in forma obliqua, il conflitto tra i sessi.La consapevolezza con cui i personaggi femminili fìn- gono di adeguarsi al pregiudizio maschile, costruendosi scientemente come -"La dissimulazione onesta delle due figure bibliche e in particular modo quella di Judit, costretta a muoversi in campo avverso, ricorda il comportamento delle eroine tassiane della simulazione: Sofronia e Armida.In Tasso l'opposta valu- tazione delle due giovani donne si basa sull'antitesi dei fini perseguiti ed esula da ogni considerazione intorno al mezzo adottato.Nelle tragedie di Della Valle emerge la stessa priorità del fine edificante sul mezzo moralmente discutibile.Rispetto a Tasso, però, il tragediografo astigiano accentua ulteriormente l'ambi- guità di comportamento della propria protagonista.A differenza di Sofronia, che si limita a celare ad Aladino il suo vero obiettivo in nome di una giusta causa, senza curare la seduttività del proprio aspetto, Judit usa consapevolmente il suo fascino per oscurare la capacità di giudizio degli Assiri, comportandosi come Armida fra i principi cristiani.Poiché i testi di Della Valle costituiscono un'ap- passionata riflessione sulla realtà cortigiana, l'assoluzione dell'ambivalenza del comportamento di Judit si riverbera su quel circolo di relazioni, in modo non previsto nel poema tassiano.-30 - Il potere di Judit immagini al tempo stesso inermi e sensuali, viene integralmente giustifica- ta dal poeta sin dalla dedica, in cui Judit ed Ester vengono proclamate fi- gure della Vergine^\ Il ricorso al richiamo dell'eros viene, dunque, assolto e valorizzato come strumento legittimo di un'azione politica voluta da Dio, in contrasto con le crescenti limitazioni poste all'agire delle donne in età controriformista e con la relativa condanna di immoralità per ogni loro iniziativa estranea alle cure domestiche".Tale apertura nei confi^onti del femminile costituisce un tratto uniformemente presente nella produzione del drammaturgo astigiano.Un primo dato risalta già dai titoli delle sue tragedie {Judit, Ester, La Reina di Scozia) e della sua tragicommedia {Adelonda di Frigia), opere tutte incen- trate su protagoniste illustri.Inoltre, le sue figure di donna svolgono ruoli sociali diversi (al di là della preminenza di due protagoniste regine), senza che i loro vizi e le loro virtù siano vincolate ad un modello uniforme: pos- sono essere timide come Abra, ambiziose come Zares, ispirate e coraggiose come Judit, spietate come Isabella.Nessun pregiudizio ideologico apologetico o denigratorio, dunque, ma nemmeno cecità di fronte alle peculiarità del loro sesso, tanto che ad essere in gioco è proprio lo statuto della donna in quanto oggetto e l'implicita aspirazione a una nuova soggettività.Della Valle ha ben presente la percezione sociale del ruolo, del comportamento e persino del corpo della donna.Il suo sguardo è acuto e atten-Nella "Dedica della Iiiditt deir£f^^r secondo l'edizione a stampa" il drammaturgo invoca la regina dei cieli chiedendole: "Furo tue ombre queste donne [...] permetti che Judit ed Ester, se fur già dette tue figure, or si dicano anche cose tue" (Della Valle, Tragedie, 55).Judit, in particolare, viene evocata nel prologo in termini di suprema bellezza: "immagine bella / d'altra di te più bella, ancor non nata" (w.41-42).A questa edizione si farà d'ora innanzi riferimento con la semplice indicazione dei versi citati.L'origine controriformista della lettura di Judit quale figura della Vergine e le imprevedibili conseguenze di tale accostamento vengono sondate nel saggio di Pietropaolo, "ludit, Femme Fatale of the Baroque Stage."Elena Ciletti ricostruisce le radici altomedievali dell'interpre- tazione figurale del personaggio di Judit e si sofferma sulla coesistenza tardori- nascimentale di una duplice iconografia dell'eroina biblica, percepita sia come mulierfortis t virago s\z come archetipo di femminilità lussuriosa e distruttiva nel suo "Patriarchal Ideology in the Renaissance Iconography of Judith."'Si pensi allo storico saggio di Joan Kelly, "Did Women Have a Renaissance?"I testi dellavalliani si riallacciano al dibattito cinquecentesco fra detrattori e cele- bratori della donna, ponendosi tra le poche voci esplicitamente a favore del "sesso donnesco".Sulla controversia si vedano Chemello, "Donna di palazzo"; Daenens, "Superiore perchè inferiore"; King, Women of the Renaissance, Benson, The Invention of the Renaissance Woman.
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Distilled classifier scores by category (both heads)
| Category | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Metaresearch | 0.009 | 0.017 |
| Meta-epidemiology (narrow) | 0.000 | 0.000 |
| Meta-epidemiology (broad) | 0.000 | 0.000 |
| Bibliometrics | 0.001 | 0.001 |
| Science and technology studies | 0.007 | 0.013 |
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| Open science | 0.001 | 0.006 |
| Research integrity | 0.004 | 0.008 |
| Insufficient payload (model declined to judge) | 0.024 | 0.007 |
Machine scores (provisional)
The two teacher heads of the student model, read on this work. A score orders the frame for review; it never asserts a category, and the validation status ships verbatim with every row.
Baseline scores from an immature model (maturity gate not passed, 7 training rounds). Scores rank; they never assert a category.
score_only:v0-immature-baseline · verbatim from the scoring run: score_only means the number may rank works, and no category label ships from itClassification
machine, unvalidatedMachine predicted; a candidate call from one source (direct Gemma or distilled Codex), not a consensus.
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