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Record W2562353675

The H word. Riflessioni e reti globali attorno al concetto di habitat, a partire dalla crisi del Moderno. 1945-1976. / The H word. Reflections and global networks around the concept of Habitat, from the Crisis of Modern. 1945-1976

2016· dissertation· it· W2562353675 on OpenAlexaboutno aff
Giovanni Comoglio

Bibliographic record

VenuePORTO Publications Open Repository TOrino (Politecnico di Torino) · 2016
Typedissertation
Languageit
FieldEnvironmental Science
TopicUrban Planning and Landscape Design
Canadian institutionsnot available
Fundersnot available
KeywordsHumanitiesArt
DOInot available

Abstract

fetched live from OpenAlex

Una distinzione di parole, e un modo di abitare. Con l'inizio del secondo dopoguerra, una parola si profila sulla scena, forse non nuova in sé, ma nuova nell'applicazione che le si vorrà dare. Habitat. Ora, non si può dire che si formi ed istituzionalizzi un gruppo, un luogo, un organismo fin da subito consacrato all'esclusiva ricerca e progettazione di un habitat per l'uomo; ma si rileva un riscaldamento delle attenzioni, una variazione d'onda riguardo alla possibilità, alla necessità di una soluzione, per quel mondo appena lasciato distrutto, in maggioranza senza casa e con in mano spesso solo la consapevolezza dei fallimenti e dei pericoli della Modernità. Il Moderno, il sogno dell'offerta di un housing, di un tetto, e di tutto il Minimum da cui cominciare una vita sana, efficiente, garantita da una convinta ricetta illuminista, sono messi in questione. La società ha degli elementi costitutivi, dei dati relazionali che ne costituiscono un continuo presente ed è a queste dinamiche che si dice di voler rivolgere attenzioni, voler dare una casa. Nel 1953 il CIAM di Aix-en-Provence tenta di oltrepassare gli enunciati della Carta di Atene con la stesura di una Charte de l'habitat; nel 1976 le Nazioni Unite, superata la fase di un'unità tecnica espressamente dedicata all'housing, consacrano con la Conferenza di Vancouver l'attività e rilevanza della nascente UN Habitat. Nel lasso di tempo che pare separare nell'incomunicabilità questi due episodi sta in realtà uno dei processi più complessi di apertura e ridefinizione di riflessioni, pratiche e posizionamenti dell'architettura rispetto all'abitare umano. Tale processo converge attorno alla costruzione del significato di una parola, il termine habitat, e alle implicazioni di tale processo "costruttivo". La tesi esplora una fase cruciale nella formazione del concetto di habitat entro il dibattito architettonico europeo e americano del secondo dopoguerra. Di habitat non viene ricostruita la genesi verbale per poter formulare una nuova definizione: viene invece seguita la sua dimensione di concetto operativo, che si forma attraverso un processo relazionale tra contesti culturali e professionali distinti, nella ricerca di un'incisività sul reale che prende forma nella costante connessione con l'attività delle Nazioni Unite nel campo dell'insediamento umano. Habitat è segno di uno shift, uno scarto epistemologico, metodologico e operativo che testimonia lo spostamento da un'epoca di manifesti a una di reti non istituzionalizzate, per condurre a un'altra fase di istituzionalizzazione dei concetti: tre quadri operativi dove la costruzione di reti ha una valenza forte, studiata di volta in volta attraverso punti nodali quali i CIAM postbellici (1947-59), i Delos Symposia (1963-74), l'azione delle Nazioni Unite fino alla conferenza Habitat I (1948-1976)

Fetched live from OpenAlex and de-inverted. Abstracts are not stored in this database: the inverted indexes are 8.6 GB of the frame’s 9.3 GB of text, and the host has 13 GB free.

How this classification was reachedexpand

Full frame distilled prediction

Teacher imitation

Not calibrated prevalence, not ground truth. Human validation pending. Learned from the 10,348 direct Codex labels and 10,348 direct Gemma labels. Candidate is the union of thresholded teacher heads; consensus is their intersection. These outputs are machine_predicted_unvalidated and are not human labels or direct frontier model labels.

metaresearch head score (Codex)0.002
metaresearch head score (Gemma)0.000
Version: codex-gemma-dda1882f352aValidation status: machine_predicted_unvalidated
Candidate categoriesMeta-epidemiology (narrow), Science and technology studies, Scholarly communication, Open science
Consensus categoriesnone
DomainCandidate signal: none · Consensus signal: none
Study designCandidate signal: Observational · Consensus signal: Observational
GenreCandidate signal: Empirical · Consensus signal: Empirical
Teacher disagreement score0.258
Threshold uncertainty score1.000

Codex and Gemma teacher scores by category

CategoryCodexGemma
Metaresearch0.0020.000
Meta-epidemiology (narrow)0.0010.001
Meta-epidemiology (broad)0.0010.001
Bibliometrics0.0000.001
Science and technology studies0.0060.002
Scholarly communication0.0020.001
Open science0.0060.001
Research integrity0.0010.001
Insufficient payload (model declined to judge)0.0000.000

Machine scores (provisional)

The two teacher heads of the student model, read on this work. A score orders the frame for review; it never asserts a category, and the validation status ships verbatim with every row.

Baseline scores from an immature model (maturity gate not passed, 7 training rounds). Scores rank; they never assert a category.

Opus teacher head0.024
GPT teacher head0.296
Teacher spread0.272 · how far apart the two teachers sit on this one work
Validation statusscore_only:v0-immature-baseline · verbatim from the scoring run: score_only means the number may rank works, and no category label ships from it

Classification

machine, unvalidated

Machine predicted; a candidate call from one teacher head, not a consensus.

Study designObservational
Domainnot available
GenreEmpirical

How this classification was reached, model by model and score by score, is at the end of the page under "How this classification was reached".

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Published2016
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