Il limite d’uso «lombardo» nelle edizioni 1922-2021 del vocabolario Zingarelli: Un possibile strumento per la didattica dell’italiano regionale
Bibliographic record
Abstract
I vocabolari dell'uso presentano al loro interno numerose indicazioni di sottocodici, definite nel vocabolario Zingarelli "limiti d'uso" (Cannella 2010).Queste indicazioni sono indispensabili per identificare e contestualizzare le voci e le accezioni registrate all'interno di un vocabolario.Con il presente contributo, attraverso un metodo di tipo comparativo, oltre che quantitativo e qualitativo, intendiamo osservare il limite d'uso "lombardo" incluso nello Zingarelli, che rappresenta il nostro corpus (Bazzanella 2008).Questo vocabolario dell'uso, infatti, è l'unico a vantare una tradizione lessicografica centenaria.E lungo questo continuum, compreso fra la Seconda edizione (1922) e la ristampa della Dodicesima edizione (2021), abbiamo individuato un modesto ma significativo gruppo di voci, delle quali alcune sono state espunte, altre registrate recentemente.Fra le voci selezionate abbiamo riscontrato in alcuni casi un cambiamento di limite d'uso avvenuto nel corso di questo continuum, oltre ad una discreta presenza di voci pertinenti all'ambito degli alimenti e della cucina in generale.Infine, abbiamo esposto alcune considerazioni sull'opportunità di realizzare percorsi di apprendimento dell'italiano regionale rivolti a studenti di italiano LS e L2 di livello C1 e C2, basati principalmente sulle abilità di ricezione, coerentemente con Palermo (2009b) e coadiuvati dall'utilizzo del vocabolario, in sintonia con Chiari (2008) e sulla scia dell'esempio di Marello (1996) e Prada (2013).Questa proposta, come afferma Lavinio (2018), sembra essere ancora disattesa dalla glottodidattica.
Fetched live from OpenAlex and de-inverted. Abstracts are not stored in this database: the inverted indexes are 8.6 GB of the frame’s 9.3 GB of text, and the host has 13 GB free.
How this classification was reachedexpand
Full frame machine prediction
Teacher imitationNot calibrated prevalence, not ground truth. Human validation pending. The Gemma side is a direct model label for every work in the frame, read from the title-only record. The Codex side is a classifier learned from the 10,348 direct Codex labels and calibrated to design-weighted sample rates; fields without enough sample support carry no Codex call. Candidate is the union of the two sides; consensus is their intersection. These outputs are machine_predicted_unvalidated and are not human labels.
Distilled classifier scores by category (both heads)
| Category | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Metaresearch | 0.001 | 0.007 |
| Meta-epidemiology (narrow) | 0.000 | 0.000 |
| Meta-epidemiology (broad) | 0.000 | 0.000 |
| Bibliometrics | 0.003 | 0.005 |
| Science and technology studies | 0.001 | 0.001 |
| Scholarly communication | 0.003 | 0.002 |
| Open science | 0.001 | 0.002 |
| Research integrity | 0.000 | 0.001 |
| Insufficient payload (model declined to judge) | 0.010 | 0.001 |
Machine scores (provisional)
The two teacher heads of the student model, read on this work. A score orders the frame for review; it never asserts a category, and the validation status ships verbatim with every row.
Baseline scores from an immature model (maturity gate not passed, 7 training rounds). Scores rank; they never assert a category.
score_only:v0-immature-baseline · verbatim from the scoring run: score_only means the number may rank works, and no category label ships from itClassification
machine, unvalidatedMachine predicted; a candidate call from one source (direct Gemma or distilled Codex), not a consensus.
How this classification was reached, model by model and score by score, is at the end of the page under "How this classification was reached".