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Record W7010017396

Geografie del tempo. Viaggi tra i popoli nativi, esperienze di alterita e concettualizzazioni del tempo storico nel lungo Settecento tra Europa e Nord America

2022· dissertation· it· W7010017396 on OpenAlexaboutno aff

Bibliographic record

VenueFlorence Research (University of Florence) · 2022
Typedissertation
Languageit
FieldSocial Sciences
TopicHistorical Geography and Geographical Thought
Canadian institutionsnot available
Fundersnot available
KeywordsContext (archaeology)Italian studiesWestern europePillar
DOInot available

Abstract

fetched live from OpenAlex

Questo lavoro indaga le conseguenze che i contatti con le popolazioni indigene del Nord America hanno avuto sull’idea di tempo storico nella coscienza europea nel Settecento. Sullo sfondo della fortuna storiografica di cui hanno goduto le teorizzazioni di progresso con cui la cultura del Vecchio Mondo ha ipostatizzato nelle società del globo diversi stadi nello sviluppo dell’umanità, il corpus primario preso in esame è costituito da resoconti di viaggio, relazioni, trattazioni basate su un’osservazione diretta. Scopo di questa scelta è aggiungere, all’attenzione di cui hanno goduto il pensiero e la scrittura storico-filosofici e storico-eruditi, il tassello complementare degli usi culturali di date idee di tempo nel quadro dell’incontro concreto con l’alterità umana nordamericana. Questa prospettiva permette di mettere a fuoco e problematizzare l’interazione che le rappresentazioni basate su esperienze di prima mano rivelano tra palinsesto culturale preesistente e validazione empirica della conoscenza.
\nL’identificazione di un’umanità percepita come differente da sé con i propri progenitori, tropo comune sin dalla prima età moderna - tra addomesticamento concettuale di una differenza radicale, proiezioni geografiche di un’età dell’oro, e stratificazione di convenzioni testuali e figurative - nei resoconti settecenteschi sfuma in un quadro contraddittorio. La distribuzione delle civiltà secondo fasi di sviluppo interagisce con una curiosità di marca proto-etnografica e filosofica per la varietà delle forme di organizzazione politica e sociale, che possono divenire per l’osservatore termini di paragone con cui confrontare la propria società di provenienza. Il mito del buon selvaggio può, nel viaggiatore, fornire una sponda critica alla riflessione sul mondo coloniale e al contempo sgretolarsi nel constatare la complessità delle società “altre”, nelle loro articolazioni interne e diacroniche.
\nQuadranti geografici e politici gravidi di contatti interculturali si strutturano attorno a tre baricentri principali, dove si concentrano le interazioni descritte dalle fonti primarie. Un polo settentrionale atlantico - l’area costiera di più antica colonizzazione francese e britannica e la zona dei Grandi Laghi a cavallo tra gli attuali Stati Uniti e Canada - è sede di intensi traffici commerciali e di aspri confitti franco-inglesi, quindi anglo-americani nella seconda parte del secolo, che coinvolgono a molti livelli le Prime Nazioni. Anche in un’ampia area atlantica meridionale - tra le attuali Virginia e Florida e nel retrostante entroterra tra Appalachi e grandi pianure, dove nel corso del secolo la presenza europea si espande - le popolazioni native sono legate in maniera crescente alle società coloniali da rapporti economici, e da mutevoli alleanze nel quadro della competizione tra britannici francesi e spagnoli. Lungo l’attuale costa canadese e il golfo dell’Alaska, si crea una zona di incontro settentrionale pacifica a partire dagli anni Settanta del secolo con le rotte commerciali dirette verso l’Asia aperte dalle spedizioni spagnole e britanniche, che portano gli europei a intrattenere contatti e scambi con le popolazioni native di queste latitudini, e tracce dirette e indirette della presenza russa.
\nIl corpus primario è cronologicamente racchiuso tra il successo editoriale dei viaggi del barone di Lahontan - svolti negli anni Ottanta del Seicento, dati alle stampe nel 1703 - e la spedizione di Lewis e Clark voluta da Thomas Jefferson, che apre il secolo decimonono partendo dall’entroterra orientale per raggiungere la costa pacifica superando la dorsale continentale. Resoconti e relazioni di 'policymakers' come Cadwallader Colden e 'surveyors' come John Lawson, di esploratori con interessi scientifici come William Bartram e Bernard Romans, o militari come Jonathan Carver e Henry Timberlake, 'fur traders' come Alexander Henry, James Adair, John Long sono messe in relazione con precedenti francesi come le storie e cronache di Bacqueville de la Potherie e Pierre-François-Xavier de Charlevoix e analizzati come parte di una più ampia storia dell’incontro culturale euro-americano di cui il (lungo) Settecento rappresenta un capitolo particolare.
\nLa prefazione che apre il lavoro è dedicata a delineare la scelta dell’oggetto di ricerca e motivare la circoscrizione del corpus primario. L’introduzione che segue illustra i quadri storiografici di riferimento, con riguardo soprattutto a studi di storia culturale del tempo e storia dell’incontro europeo con il resto del globo. Il primo capitolo è dedicato alle caratteristiche testuali del corpus primario e alla loro collocazione entro circuiti comunicativi e progetti politici coevi. Ciò consente di rilevare legami profondi tra costruzioni discorsive e imperiali, chiarendo lo sfondo su cui vengono elaborate le forme di conoscenza dell’alterità americana approfondite nei capitoli successivi. Alcuni capisaldi della storicizzazione delle popolazioni americane sono affrontati nel secondo capitolo, con particolare riguardo all’applicazione di concetti di lungo corso al caso nordamericano e a ciò che ne distingue l’impiego nel Settecento. Alcuni temi e fenomeni legati all’osservazione delle società fungono da lievito per la speculazione sul passato: l’idea della contaminazione culturale che si è accompagnata alla presenza europea, la percezione di un’estinzione in corso a causa delle epidemie di malattie sconosciute secoli o decenni addietro, la categorizzazione dei ruoli di genere, luogo per eccellenza di interazioni profonde tra costruzioni discorsive e dinamiche di potere.
\nLa conoscenza storico-geografica delle società americane funziona come arena in cui diverse istanze imperiali competono per l’acquisizione di una supremazia culturale oltre che politica, economica e militare. Il terzo capitolo esplora la consapevolezza di tale competizione da parte di testimoni anglofoni, con particolare riferimento a concorrenti principalmente francofoni e russi. Il quarto capitolo è dedicato ad approfondire due casi particolari: l’opera storica di James Adair e il resoconto del terzo viaggio di James Cook. Distanti tra loro per contesto genetico - faticosamente auto-finanziata con sottoscrizioni la 'History' del 'fur trader' Adair, voluto dall’Ammiragliato britannico il lussuoso 'account' ufficiale dell’ultimo viaggio del più celebre esploratore inglese del Pacifico - si tratta di due casi particolarmente adatti a discutere un tema che percorre obliquamente tutto questo lavoro: il rapporto tra esperienza e fonti libresche nella storicizzazione dell’“altro” e la natura testuale-discorsiva del sapere storico che viene così costruito.
\nQuinto e sesto capitolo esplorano la storicizzazione dell’uomo americano sul terreno linguistico e comunicativo. Rispettivamente approfondendo figure e processi della mediazione linguistico-culturale e compilazioni di vocaboli ed espressioni in traduzione, fanno luce sulla comunicazione verbale come canale di gerarchizzazione storica e disquisizione genealogica, e come elemento nei dibattiti sulle origini e sulla natura razionale dei popoli americani, nel quadro degli approcci sistematico-comparativi e delle curiosità proto-etnografiche che caratterizzano il diciottesimo secolo. Il settimo capitolo proietta sul tempo a venire il tema dell’uomo americano visto in qualità di lacerto del passato, esplorando i risvolti di una concezione eliotropica della civilizzazione. La speculazione riguardo al futuro diviene un banco di prova di nuove epistemologie e metodologie del sapere storico, di dati modi di concepire la linearità temporale e i nessi causali, si presenti essa in forma di previsione o di costruzione fantastica che fornisce all’idea politica un laboratorio virtuale. Dopo la sezione conclusiva dedicata a riassumere i contributi originali del lavoro, la bibliografia è articolata in sezioni dedicate a fonti primarie e secondarie ed è seguita da una sitografia.
\nGli osservatori attribuiscono alle società native una manchevolezza di strumenti credibili di conoscenza del mondo e del tempo, dando corpo e contribuendo, con la loro scrittura, a più ampi processi di agglutinamento di un sistema disciplinare che è globale e universalistico nelle sue ambizioni ma di marca eurocentrica nelle sue fondazioni epistemologiche. Passato e futuro delle società native divengono oggetti di appropriazione discorsiva, e costruendo questi discorsi, i viaggiatori partecipano con consapevolezza se non necessariamente a un movimento di gerarchizzazione storica, a progetti più ampi di raccolta e sistemazione di conoscenze europeo.
\nABSTRACT
\nTitled 'Geographies of Time: Travels among indigenous peoples, human otherness, and the conceptualisation of historical time in the eighteenth century between Europe and North America', this research investigates the consequences that contact with the indigenous peoples of North America had on the idea of historical time in the eighteenth-century European mind. Against the backdrop of the historiography devoted to the theories of progress with which the culture of the Old World hypostatised in the societies of the globe different stages in the development of humanity, the primary corpus of this study consists of travel accounts, reports, and treatises based on direct observation. The purpose of this choice is to add, to the attention enjoyed by historical-philosophical and erudite thought and writing, the complementary exploration of the cultural uses of given ideas of time in the context of the encounter with North American human otherness. This perspective allows us to focus on and problematise the interplay that representations based on first-hand experiences reveal between pre-existing cultural palimpsest and empirical validation of knowledge.
\nThe identification of a humanity perceived as different from oneself with one’s own ancestors has been a comm

Fetched live from OpenAlex and de-inverted. Abstracts are not stored in this database: the inverted indexes are 8.6 GB of the frame’s 9.3 GB of text, and the host has 13 GB free.

How this classification was reachedexpand

Full frame distilled prediction

Teacher imitation

Not calibrated prevalence, not ground truth. Human validation pending. Learned from the 10,348 direct Codex labels and 10,348 direct Gemma labels. Candidate is the union of thresholded teacher heads; consensus is their intersection. These outputs are machine_predicted_unvalidated and are not human labels or direct frontier model labels.

metaresearch head score (Codex)0.004
metaresearch head score (Gemma)0.001
Version: codex-gemma-dda1882f352aValidation status: machine_predicted_unvalidated
Candidate categoriesMeta-epidemiology (narrow), Science and technology studies, Open science, Research integrity, Insufficient payload (model declined to judge)
Consensus categoriesMeta-epidemiology (narrow), Science and technology studies
DomainCandidate signal: none · Consensus signal: none
Study designCandidate signal: Not applicable · Consensus signal: none
GenreCandidate signal: Empirical · Consensus signal: Empirical
Teacher disagreement score0.619
Threshold uncertainty score1.000

Codex and Gemma teacher scores by category

CategoryCodexGemma
Metaresearch0.0040.001
Meta-epidemiology (narrow)0.0010.002
Meta-epidemiology (broad)0.0020.002
Bibliometrics0.0030.021
Science and technology studies0.0090.008
Scholarly communication0.0000.002
Open science0.0060.001
Research integrity0.0010.005
Insufficient payload (model declined to judge)0.0110.000

Machine scores (provisional)

The two teacher heads of the student model, read on this work. A score orders the frame for review; it never asserts a category, and the validation status ships verbatim with every row.

Baseline scores from an immature model (maturity gate not passed, 7 training rounds). Scores rank; they never assert a category.

Opus teacher head0.055
GPT teacher head0.344
Teacher spread0.288 · how far apart the two teachers sit on this one work
Validation statusscore_only:v0-immature-baseline · verbatim from the scoring run: score_only means the number may rank works, and no category label ships from it

Classification

machine, unvalidated

Machine predicted; both teacher heads agree on what is shown here.

Study designNot applicable
Domainnot available
GenreEmpirical

How this classification was reached, model by model and score by score, is at the end of the page under "How this classification was reached".

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Published2022
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