Bibliographic record
Abstract
L'archeologia medievale ha in Dalmazia lunga tradizione -più di un secolo.Nel 1871 venne casualmente alla luce nel villaggio Mué, a nord di Spalato/Split un frammento d'architrave decorato a caulicoli ed intrecci con l'iscrizione che menziona il duca croato Branirnir e l'anno 888.Tale awen1mento suscitò l'interesse di vari entusiasti per la storia e già nel decennio successivo era attiva una associazione di storia patria con la sede a Knin, cittadina nel retro terra dalmata.I primi studi erano di carattere storico-topografico.Per verificare un dato ricavato da fonti storiche medioevali, gli stu diosi, quasi tutti dilettanti, si avvicinarono ai ruderi delle chiese rurali e alle necropoli da secoli abbandonate.Scavando senza espe rienza e suiper.ficialmente, -rivelarono località archeologiche di grande valore, portarono alla luce il materiale più prezioso, che ha arricchito enormemente la conoscenza della vita degli Slavi in Dalmazia nel l'alto Medioevo.Hanno anche promosso un periodico «Starohrvatska prosvjeta» dove si trattavano problemi di storia, cultura e arte e si pubblicavano notizie degli scavi.La sua vita durò quanto durò la salute del redattore capo, il maestro Frano Radié, cioè dal 1895 al 1905.Nel 1893 si organizzò a Knin un museo specializzato dei mo numenti archeologici croati dove si esposero i reperti archeologici fino allora raccolti.Il principale promotore e animatore di tale atti vità fu un francescano fra Lujo Marun.Contemporaneamente a Zara/Zadar, sotto la direzione del pro fessore G. Smirich si fecero interventi archeologici in alcune chiese medioevali e nel museo archeologico, allestito nella chiesa altomedio evale di San Donato, si creò un'interessante e ricca collezione di frammenti architettonici.Negli anni Novanta l'archeologo F. Bulié promosse lo studio anche a Spalato, Salona e nei dintorni.Stimolo per tale attività , fu ancora il ritovamento d'una iscri-
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How this classification was reachedexpand
Full frame machine prediction
Teacher imitationNot calibrated prevalence, not ground truth. Human validation pending. The Gemma side is a direct model label for every work in the frame, read from the title-only record. The Codex side is a classifier learned from the 10,348 direct Codex labels and calibrated to design-weighted sample rates; fields without enough sample support carry no Codex call. Candidate is the union of the two sides; consensus is their intersection. These outputs are machine_predicted_unvalidated and are not human labels.
Distilled classifier scores by category (both heads)
| Category | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Metaresearch | 0.001 | 0.001 |
| Meta-epidemiology (narrow) | 0.001 | 0.000 |
| Meta-epidemiology (broad) | 0.000 | 0.000 |
| Bibliometrics | 0.002 | 0.002 |
| Science and technology studies | 0.008 | 0.007 |
| Scholarly communication | 0.005 | 0.002 |
| Open science | 0.001 | 0.005 |
| Research integrity | 0.001 | 0.002 |
| Insufficient payload (model declined to judge) | 0.020 | 0.002 |
Machine scores (provisional)
The two teacher heads of the student model, read on this work. A score orders the frame for review; it never asserts a category, and the validation status ships verbatim with every row.
Baseline scores from an immature model (maturity gate not passed, 7 training rounds). Scores rank; they never assert a category.
score_only:v0-immature-baseline · verbatim from the scoring run: score_only means the number may rank works, and no category label ships from itClassification
machine, unvalidatedMachine predicted; a candidate call from one source (direct Gemma or distilled Codex), not a consensus.
How this classification was reached, model by model and score by score, is at the end of the page under "How this classification was reached".