Thomas Heise. Thoughts in the form of an Interview
Bibliographic record
Abstract
L'edizione 2009 è senza dubbio una tappa importante nella storia di quella che è la prima rassegna europea espressamente dedicata al film di documentazione sociale e, ancor oggi, il più importante festival italiano dedicato al documentario come forma di espressione cinematografica.Quest'anno, infatti, il Festival dei Popoli festeggia i suoi primi cinquant'anni con un programma di grande spessore: dal documentario classico alla sperimentazione, alla contaminazione fra realtà e finzione e, ancora, la prima personale in Italia di Thomas Heise e una retrospettiva dedicata alla ricca produzione documentaria tra il '58 e il '65.Un percorso, quello dei Festival dei Popoli, che negli anni ha incontrato anche difficoltà ma che sempre, grazie soprattutto alla grande qualità delle sue rappresentazioni e alla professionalità di quanti, con passione, si sono adoperati per dare vita a questa kermesse, ha saputo superare gli ostacoli tramutandoli in successi.È quindi con convinzione che la Regione Toscana, in collaborazione con Fondazione Mediateca Regionale, sostiene da tempo il Festival dei Popoli che riconferma, per l'edizione 2009, la struttura di programma già sperimentata lo scorso anno.È quindi prevista la Selezione Ufficiale, dedicata alla più recente produzione internazionale, che comprende un Concorso internazionale per lungometraggi, uno per cortometraggi e la sezione Stile Libero, non competitiva e dedicata a omaggi ed eventi speciali.Ci saranno le due sezioni speciali The Feeling of Being There -1958There - -1965: sette anni di cinema documentario (un omaggio sentito al cinema sotto il cui segno il Festival è nato) e Thomas Heise: Materiali del tempo, dedicata appunto al cineasta tedesco che ha documentato il passaggio di consegne dalla Germania della RDT alla caduta del muro e alla successiva riunificazione.La speranza quindi, nel salutare la 50a edizione del Festival dei Popoli, è che questa manifestazione di grande valore culturale, che rappresenta un fiore all'occhiello per Firenze e per la Toscana, prosegua il suo percorso di crescita, continuando a far conoscere ad un pubblico sempre più vasto e cosmopolita autori di grande rilevanza della cinematografia internazionale.Paolo Cocchi Assessore alla Cultura, Turismo e Commercio della Regione Toscana 10 11 Quest'anno il Festival dei Popoli festeggia una data importante del suo percorso: i cinquant'anni di attività, tutti interamente dedicati a promuovere il cinema documentario.Non una semplice ricorrenza ma un momento di riflessione, un giro di boa verso nuovi traguardi nella propria missione culturale.Se pensiamo alla data in cui è nato il festival, il 1959, sono davvero tanti gli anni percorsi, non solo da un punto di vista numerico, ma da un punto di vista del cambiamento cui la società è andata incontro in questo lasso di tempo.Alla fine degli anni '50 non si parlava di globalizzazione; internet esisteva solo nella mente di qualche ricercatore americano del MIT e la circolazione delle informazioni non era così veloce come oggi.Organizzare un festival sul documentario significava condividere quelle informazioni, o contro-informazioni, che non potevano circolare nei circuiti tradizionali e facevano conoscere al pubblico etnie, usi, costumi e problematiche di popoli lontani.Nel corso del tempo il festival si è aggiornato, trovando sempre nuovi obiettivi ed anticipando i fenomeni sociali, anche dal punto di vista della comunicazione visiva dei documentari che proponeva in ogni edizione.Oggi, nell'era della comunicazione globale, il festival sul documentario sociale e antropologico non ha minimamente esaurito il suo mandato: al contrario, la verità, l'approfondimento, il proporre argomenti scomodi e documenti rari di ogni parte del mondo ha ancora un significato cruciale per la promozione culturale, dal momento che l'aumento esponenziale dei media non è stato direttamente proporzionale alla qualità degli stessi; da qui l'importanza di continuare a proporre contenuti di qualità a scapito del «rumore» mediatico cui assistiamo negli ultimi tempi.Da qui il proseguimento, anzi la crescita, dell'impegno di Mediateca a sostenere il Festival dei Popoli. Ugo di Tullio Presidente Mediateca Regionale Toscana Film Commission 15Un festival di cinema non è un'opera compiuta, ma un «work in progress», una sorta di «stop frame» in cui si tenta di riunire, in un breve incontro, l'immagine del mondo e il mondo dell'immagine, entrambi in movimento.Evoluzione del pensiero e dell'umile fatica quotidiana, architettura che fonde insieme corpi, spazi, sguardi, atti, parole, festa che spende in pochi giorni le energie, le conoscenze e le risorse accumulate in un anno, ogni festival, pur seguendo una linea che viene dalla Storia, è un evento in sé, al contempo reiterato e irripetibile.Così si presenta anche il 50° Festival dei Popoli, che vuole essere uno sguardo verso il passato, un resoconto del presente e un laboratorio del futuro.Un festival si misura tuttavia non solo per il suo programma, ma anche per la sua filosofia, la sua strategia e la sua progettualità.Nel nostro caso la filosofia è quella della condivisione, la strategia quella dell'attività permanente, la progettualità quella del laboratorio produttivo ma anche quella dell'accostamento fra arte e mercato.In questo senso il Festival dei Popoli si prodiga da anni a livello internazionale per una collaborazione interfestival che si sostituisca alla politica dell'esclusività, dannosa alle sorti del documentario, e permetta alle opere di circolare più liberamente.Inoltre per tutto il 2009 il Festival dei Popoli si è impegnato a 360° in un'attività permanente -in Toscana, in Italia, a livello internazionale -con lo scopo di diffondere e difendere una forma di cinema che ha fatto dell'etica dell'informazione e della riflessione sui rapporti fra l'io e il mondo il suo segno distintivo.Infine il Festival dei Popoli si propone di mettere in atto o favorire tutte le iniziative volte a fare di Firenze e della Toscana un polo produttivo, attirando progetti, offrendo consulenze, organizzando atelier di scrittura o master del documentario di creazione.E soprattutto intende legare al festival delle forme di mercato che diano ai film presentati più possibilità di essere acquistati e distribuiti (il Premio alla Distribuzione della Fondazione Ente dello Spettacolo ci sembra un'importante primo passo in questa direzione).Ripercorrere il passato quest'anno ha per noi un senso particolare, perché vuol dire tornare alle radici del festival stesso.Per celebrare il cinquantenario abbiamo dunque scelto di compiere una rilettura degli anni in cui il Festival si è formato (la fine degli anni '50, l'inizio dei '60) e del cinema che quel periodo ha prodotto, dove si fiancheggiavano il documentario classico, il nuovo cinema «diretto», la sperimentazione, la contaminazione fra realtà e finzione.Lo sguardo retrospettivo non si fermerà tuttavia qui, proseguendo con la personale dei film di Thomas Heise, il cineasta tedesco che maggiormente ha documentato il passaggio di consegne dalla Germania della RDT alla caduta del muro e alla successiva riunificazione.La contemporaneità, nucleo portante del Festival, sarà invece declinata dalla Selezione Ufficiale, centrata su due sezioni competitive (Lunghi e Corti) e una di fuori concorso (Stile libero).Qui per noi è stata decisiva la volontà di informare e di farlo con opere che permettono riflessioni più approfondite di un reportage, in quanto i film presentati non si piegano alla logica del format ma lasciano agli spazi e ai corpi filmati il tempo di mostrare le loro verità più profonde.Nella selezione si segnalano opere che affrontano i temi caldi del momento, come la situazione iraniana o quella palestinese, l'antisemitismo e il razzismo in genere, il degrado irrimediabile dell'ambiente; ma soprattutto si segnala la crescita qualitativa del cinema documentario italiano, presente con ben sette titoli.Quanto al futuro, qui il Festival appoggia una serie d'iniziative, convinto che in esse ci siano le risorse per sviluppare, a livello regionale, nazionale e internazionale, dei progetti cinematografici di qualità nell'ambito del documentario.Fra tali iniziative c'è il Premio Solinas -Documentario per il cinema 2009, i cui vincitori saranno premiati a Firenze.La collaborazione del Festival dei Popoli con il Premio Solinas nasce non solo dalla consapevolezza di una rinascita del cinema documentario italiano d'autore, ma anche dalla necessità di segnalare un percorso comune, dedicato al sostegno produttivo e promozionale di questa forma di cinema.
Fetched live from OpenAlex and de-inverted. Abstracts are not stored in this database: the inverted indexes are 8.6 GB of the frame’s 9.3 GB of text, and the host has 13 GB free.
How this classification was reachedexpand
Full frame machine prediction
Teacher imitationNot calibrated prevalence, not ground truth. Human validation pending. The Gemma side is a direct model label for every work in the frame, read from the title-only record. The Codex side is a classifier learned from the 10,348 direct Codex labels and calibrated to design-weighted sample rates; fields without enough sample support carry no Codex call. Candidate is the union of the two sides; consensus is their intersection. These outputs are machine_predicted_unvalidated and are not human labels.
Distilled classifier scores by category (both heads)
| Category | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Metaresearch | 0.001 | 0.002 |
| Meta-epidemiology (narrow) | 0.001 | 0.000 |
| Meta-epidemiology (broad) | 0.000 | 0.000 |
| Bibliometrics | 0.001 | 0.001 |
| Science and technology studies | 0.003 | 0.001 |
| Scholarly communication | 0.002 | 0.003 |
| Open science | 0.001 | 0.001 |
| Research integrity | 0.003 | 0.002 |
| Insufficient payload (model declined to judge) | 0.236 | 0.071 |
Machine scores (provisional)
The two teacher heads of the student model, read on this work. A score orders the frame for review; it never asserts a category, and the validation status ships verbatim with every row.
Baseline scores from an immature model (maturity gate not passed, 7 training rounds). Scores rank; they never assert a category.
score_only:v0-immature-baseline · verbatim from the scoring run: score_only means the number may rank works, and no category label ships from itClassification
machine, unvalidatedMachine predicted; a candidate call from one source (direct Gemma or distilled Codex), not a consensus.
How this classification was reached, model by model and score by score, is at the end of the page under "How this classification was reached".