La metafisica di trascendenza come saturazione dell'orizzonte fenomenologico
Notice bibliographique
Résumé
Nella sua opera del 2005 Il visibile e il rivelato J-L. Marion svolge due rilievi di grande interesse che concernono al tempo stesso l’impianto della fenomenologia e il suo rapporto con l’ontologia. In primo luogo il pensatore francese osserva che la nozione stessa di fenomeno pare affetta da uno scompenso strutturale: per un verso, infatti, essa e stata elaborata dalla filosofia di orientamento fenomenologico con l’intento deliberato di neutralizzare qualsiasi presupposto dogmatico che subordini a se la possibilita dell’esperienza vincolandola a determinati parametri e limitandola in misura conseguente; per altro verso non e difficile dimostrare che proprio le “condizioni di possibilita” di un’esperienza concepita in modo metodologicamente corretto e quindi non sottoposta ad alcun previo inquadramento teorico – condizioni che secondo la lucida analisi di Marion si possono riassumere nella duplice necessaria presenza di un Io e di un orizzonte – sono tali da configurare nel cuore stesso dell’esperienza, dunque a prescindere dall’azione di qualsiasi fattore ad essa estrinseco, un limite che e piu profondo ed essenziale di qualsiasi limite di fatto appunto perche e un limite di diritto. Il secondo rilievo di Marion mira a fare giustizia di ogni ambiguita nella maniera di pensare la relazione tra fenomenologia e metafisica. A suo avviso la prima va concepita come qualcosa che si colloca definitivamente oltre la seconda dato che al principio di ragion sufficiente, tipico della tradizione speculativa occidentale, oppone il celeberrimo principio di tutti i principi, che le consente di “aggirare l’ostacolo di una fenomenalita condizionata grazie a una fenomenalita pensata senza condizioni”, come si esprime lo stesso pensatore francese. In sintesi: la metafisica ha sempre ritenuto di legittimarsi con la classica domanda sul fondamento “perche l’essere piuttosto che il nulla?”, ma in realta e destinata a soccombere di fronte al contro-interrogativo del fenomenologo radicale: “perche un fondamento piuttosto che nessun fondamento?”, ossia “perche si deve domandare ‘perche’?”. Il rapporto tra fenomenologia e metafisica, tematizzato esplicitamente in questo secondo rilievo di Marion, a ben vedere non e estraneo nemmeno alla problematica cui fa riferimento il primo rilievo: infatti il pensatore francese ritiene che dall’ impasse da lui stesso acutamente delineata si possa uscire solo percorrendo fino in fondo l’itinerario storicamente disegnato dai grandi fenomenologi, cosi da giungere alla nozione di fenomeno “saturo”, ossia di fenomeno incondizionato e irriducibile: una nozione non contemplata dalla fenomenologia “classica” solo perche quest’ultima e in fondo ancora qualcosa di incompiuto, cioe qualcosa che si presenta gravato da residui presupposti di carattere metafisico. Qui pero si colloca il nostro parziale dissenso dalla prospettiva di Marion: il suo concetto di fenomeno saturo ci lascia infatti perplessi, dato che per noi l’esser-costituito da un Io e l’esser-delimitato da un orizzonte sono caratteri strutturali di qualsiasi contenuto dell’esperienza umana. A nostro avviso, allora, la difficolta che si annida nella nozione di fenomeno non e qualcosa cui si possa ovviare con un potenziamento del programma fenomenologico ma e una vera e propria antinomia, un’autentica contraddizione che puo essere superata solo a livello speculativo, vale a dire soltanto attraverso un’inferenza metempirica: si tratta di quel genere di inferenza che fra l’altro consente di rispondere con successo alla seconda difficolta addotta da Marion, “riscattando” per cosi dire quel principio di causalita o di ragion sufficiente che in molte edizioni storiche della metafisica di trascendenza si presenta senza dubbio come un presupposto dogmatico ma che non e certo indispensabile per un sapere metafisico validamente impostato dal punto di vista metodologico.
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Comment cette classification a été obtenuedéplier
Prédiction machine sur la base complète
Imitation des enseignantsNi prévalence calibrée, ni vérité terrain. Validation humaine à venir. Le volet Gemma est une étiquette directe du modèle pour chaque travail de la base, lue sur la notice réduite au titre. Le volet Codex est un classifieur appris des 10 348 étiquettes directes de Codex et calibré sur les taux pondérés de l'échantillon; les champs sans appui suffisant ne portent aucun appel Codex. Le mode candidate est l'union des deux volets; le consensus est leur intersection. Ces sorties portent le statut machine_predicted_unvalidated et ne sont pas des étiquettes humaines.
Scores du classifieur distillé par catégorie (deux têtes)
| Catégorie | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Métarecherche | 0,001 | 0,001 |
| Méta-épidémiologie (sens strict) | 0,000 | 0,000 |
| Méta-épidémiologie (sens large) | 0,001 | 0,000 |
| Bibliométrie | 0,001 | 0,001 |
| Études des sciences et des technologies | 0,000 | 0,001 |
| Communication savante | 0,001 | 0,001 |
| Science ouverte | 0,001 | 0,001 |
| Intégrité de la recherche | 0,001 | 0,001 |
| Charge utile insuffisante (le modèle a refusé de juger) | 0,005 | 0,001 |
Scores machine (provisoires)
Les deux têtes enseignantes du modèle étudiant, lues sur ce travail. Un score ordonne la base pour la relecture; il n'affirme jamais une catégorie, et le statut de validation accompagne chaque rangée tel quel.
Scores de référence d'un modèle non mature (critères de maturité non atteints, 7 itérations). Un score ordonne; il n'affirme jamais une catégorie.
score_only:v0-immature-baseline · tel quel depuis la passe de notation : score_only signifie que le nombre peut ordonner les travaux, et qu'aucune étiquette de catégorie n'en découleClassification
machine, non validéePrédiction automatique; un appel candidat d’une seule source (Gemma direct ou Codex distillé), pas un consensus.
Le détail, modèle par modèle et score par score, se trouve en fin de page sous « Comment cette classification a été obtenue ».