L'Occidente e i Foreign Terrorist Fighters: prospettiva storica, percezioni e gestione di un fenomeno complesso
Notice bibliographique
Résumé
I foreign fighters, combattenti volontari che si recano all’estero allo scopo di partecipare a conflitti che non coinvolgono direttamente il proprio stato di cittadinanza o di residenza abituale, sono da sempre stati percepiti come una minaccia, in particolare nel momento in cui un determinato individuo o gruppo di individui manifestano la volontà di ritornare nel proprio paese di origine. Tale preoccupazione è fondata sul fatto che coloro che tentano il re-ingresso sono normalmente individui ormai adusi alla violenza e potenzialmente capaci, quindi, di compiere crimini una volta rientrati in patria. Tali perplessità hanno raggiunto l’apice in seguito allo scoppio del conflitto civile siriano, il quale ha attratto un numero ingente di combattenti provenienti dall’estero; ha sorpreso, in particolare, la quantità di occidentali che sono partiti per raggiungere l’aerea del conflitto allo scopo di combattere a fianco delle varie entità che si confrontavano sul territorio. Nello specifico, in seguito agli attentati che si sono verificati in Occidente dopo l’11 settembre 2001, la categoria di combattenti stranieri che più ha intimorito i governi e le opinioni pubbliche occidentali è stata quella definita, secondo la risoluzione ONU 2178 (2014), come foreign terrorist fighters, individui che abbandonano il proprio stato di cittadinanza o residenza, allo scopo di raggiungere aree in cui si svolgono conflitti civili, schierandosi a fianco di entità a carattere terroristico esplicitamente menzionate dalla risoluzione in questione. Nonostante all’interno del provvedimento fossero elencate le specifiche misure da attuare affinché gli stati membri potessero contrastare il fenomeno, soprattutto tramite un approccio preventivo, la carenza di una visione comune riguardo la materia trattata fra gli stati occidentali, ha fatto sì che ogni paese adottasse provvedimenti autonomi; nonostante i tentativi, a livello internazionale ed europeo, di coordinare le azioni fra gli stati al fine di contrastare il foreign fighting tramite strategie omogenee e soprattutto preventive dei flussi, alla fine, ogni paese prevede all’interno della propria legislazione provvedimenti differenti, basati soprattutto sulle proprie leggi sull’immigrazione; sul piano internazionale ed europeo la prevenzione dei flussi allo scopo di scongiurare le partenze dei combattenti e, di conseguenza, il loro eventuale ritorno, si concentra maggiormente su azioni di intelligence comuni, anche se, di frequente, gli stati hanno tentato di frenare la circolazione dei combattenti attraverso politiche di revoca dei passaporti. Inoltre, è riscontrata una differenza fra i provvedimenti attuati dagli stati europei e le strategie poste in essere dagli Stati Uniti e dal Canada: quest’ultimi, infatti, si concentrano maggiormente su campagne e attività basate sulla prevenzione alla radicalizzazione, coinvolgendo particolarmente le istituzioni locali. Tuttavia, è importante notare che, dal punto di vista della prassi, la tendenza generale degli stati occidentali è quella di intraprendere altre strade: ad esempio, la pratica della denazionalizzazione di un individuo coinvolto in attività terroristiche è molto diffusa e, spesso, se non disciplinata da apposite leggi che pongono un freno alla discrezione statale, essa può generare situazioni di apolidia oppure l’incarcerazione, la quale, però, secondo il parere di alcuni esperti, potrebbe consolidare ulteriormente la radicalizzazione di un individuo; esistono anche programmi di de-radicalizzazione, riabilitazione e reintegrazione per individui tornati dalle zone di conflitto, di cui la strategia danese rappresenta un caso esemplare.
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Comment cette classification a été obtenuedéplier
Prédiction machine sur la base complète
Imitation des enseignantsNi prévalence calibrée, ni vérité terrain. Validation humaine à venir. Le volet Gemma est une étiquette directe du modèle pour chaque travail de la base, lue sur la notice réduite au titre. Le volet Codex est un classifieur appris des 10 348 étiquettes directes de Codex et calibré sur les taux pondérés de l'échantillon; les champs sans appui suffisant ne portent aucun appel Codex. Le mode candidate est l'union des deux volets; le consensus est leur intersection. Ces sorties portent le statut machine_predicted_unvalidated et ne sont pas des étiquettes humaines.
Scores du classifieur distillé par catégorie (deux têtes)
| Catégorie | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Métarecherche | 0,001 | 0,003 |
| Méta-épidémiologie (sens strict) | 0,000 | 0,000 |
| Méta-épidémiologie (sens large) | 0,000 | 0,000 |
| Bibliométrie | 0,001 | 0,001 |
| Études des sciences et des technologies | 0,003 | 0,004 |
| Communication savante | 0,007 | 0,003 |
| Science ouverte | 0,000 | 0,004 |
| Intégrité de la recherche | 0,001 | 0,002 |
| Charge utile insuffisante (le modèle a refusé de juger) | 0,008 | 0,001 |
Scores machine (provisoires)
Les deux têtes enseignantes du modèle étudiant, lues sur ce travail. Un score ordonne la base pour la relecture; il n'affirme jamais une catégorie, et le statut de validation accompagne chaque rangée tel quel.
Scores de référence d'un modèle non mature (critères de maturité non atteints, 7 itérations). Un score ordonne; il n'affirme jamais une catégorie.
score_only:v0-immature-baseline · tel quel depuis la passe de notation : score_only signifie que le nombre peut ordonner les travaux, et qu'aucune étiquette de catégorie n'en découleClassification
machine, non validéePrédiction automatique; un appel candidat d’une seule source (Gemma direct ou Codex distillé), pas un consensus.
Le détail, modèle par modèle et score par score, se trouve en fin de page sous « Comment cette classification a été obtenue ».