Alcune considerazioni sull'efficacia dell'obbligo di tenere accese di giorno le luci dei veicoli in base ai risultati degli studi epidemiologici sull'effetto delle "Daytime Running Lights" (DRL)
Bibliographic record
Abstract
In seguito all’adozione della Legge 1 agosto 2002, n.168 che ha ripreso, con alcune modifiche in sede di conversione in legge, il DL 20 giugno 2002, n. 121, recante disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolazione stradale, sono state introdotte alcune modifiche al Codice della Strada. Tra le varie disposizioni figura l’obbligo di tenere accese le luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti e, se prescritte, le luci della targa e le luci d’ingombro “durante la marcia sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali...”. Recentemente (DL 27 giugno 2003, n.151, G.U. n.149 del 30.6.03) tale impostazione e stata ribadita, prescrivendo l’obbligo fuori dei centri abitati durante la marcia dei veicoli a motore e confermando per ciclomotori e motocicli tale obbligo anche nei centri abitati. Questa norma e certamente ispirata a esperienze maturate principalmente nei Paesi del Nord Europa, negli USA e in Canada ove prevalenti situazioni climatiche hanno da tempo portato all’emanazione di provvedimenti atti ad aumentare anche di giorno la visibilita degli autoveicoli. In Italia, certo, le condizioni ambientali sono in genere piu favorevoli che non in altri Paesi; ma va considerato che in alcune regioni tali condizioni non sono delle migliori, specie nella stagione invernale. L’attenzione del legislatore appare certo indice di una maggiore sensibilita verso strategie diversificate per il contenimento dell’incidentalita stradale; ma, a fronte di tali scelte normative, puo essere comunque di interesse chiedersi se non sia possibile prevederne in qualche modo l’impatto sulla sicurezza stradale, valutandone magari degli effetti specifici nel ridurre particolari tipologie di incidenti, nonche la loro gravita.
Fetched live from OpenAlex and de-inverted. Abstracts are not stored in this database: the inverted indexes are 8.6 GB of the frame’s 9.3 GB of text, and the host has 13 GB free.
How this classification was reachedexpand
Full frame machine prediction
Teacher imitationNot calibrated prevalence, not ground truth. Human validation pending. The Gemma side is a direct model label for every work in the frame, read from the title-only record. The Codex side is a classifier learned from the 10,348 direct Codex labels and calibrated to design-weighted sample rates; fields without enough sample support carry no Codex call. Candidate is the union of the two sides; consensus is their intersection. These outputs are machine_predicted_unvalidated and are not human labels.
Distilled classifier scores by category (both heads)
| Category | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Metaresearch | 0.036 | 0.066 |
| Meta-epidemiology (narrow) | 0.001 | 0.000 |
| Meta-epidemiology (broad) | 0.001 | 0.002 |
| Bibliometrics | 0.002 | 0.003 |
| Science and technology studies | 0.002 | 0.002 |
| Scholarly communication | 0.006 | 0.004 |
| Open science | 0.003 | 0.003 |
| Research integrity | 0.003 | 0.003 |
| Insufficient payload (model declined to judge) | 0.014 | 0.002 |
Machine scores (provisional)
The two teacher heads of the student model, read on this work. A score orders the frame for review; it never asserts a category, and the validation status ships verbatim with every row.
Baseline scores from an immature model (maturity gate not passed, 7 training rounds). Scores rank; they never assert a category.
score_only:v0-immature-baseline · verbatim from the scoring run: score_only means the number may rank works, and no category label ships from itClassification
machine, unvalidatedMachine predicted; a candidate call from one source (direct Gemma or distilled Codex), not a consensus.
How this classification was reached, model by model and score by score, is at the end of the page under "How this classification was reached".