Il nemico invisibile. Per una storia globale dell'uso e della regolamentazione delle mine antiuomo.
Bibliographic record
Abstract
Con le guerre mondiali la mina fece la sua comparsa nei campi di battaglia. Arma inizialmente sconosciuta alla maggior parte della popolazione civile mondiale, la mina diventò ben presto un must degli arsenali militari nazionali. Dati i bassissimi costi di produzione e di acquisto le anti-personnel mines (APLs) risultarono essere infatti le armi perfette per quei nuovi Stati economicamente e militarmente deboli nati dal processo di decolonizzazione. Armi che erano però difficili da rimuovere e che causavano gravi danni alla vita economica e sociale dei paesi coinvolti. Ben presto la comunità internazionale dovette quindi dotarsi di strumenti per regolamentarne l’uso. Questo lavoro metterà in risalto i passaggi chiave e le motivazioni che portarono alla firma del Trattato di Ottawa (Mine Ban Treaty) nel dicembre 1997: la mancata applicazione del Protocollo II della Convention on Certain Conventional Weapons, primo accordo multilaterale per regolamentare l’uso di APLs, e le guerre combattute tra gli anni ’80 e gli anni ’90 provocarono una vera e propria emergenza umanitaria dovuta al forte incremento di vittime civili da mine antiuomo. In un mondo alle prese con il disarmo nucleare e con nuovi assetti geopolitici, furono le ONG e le agenzie umanitarie a portare alla luce ciò che stava accadendo e a guidare il processo diplomatico terminato poi con la firma del MBT. Il lavoro chiarirà infine il ruolo e la posizione assunti dall’Italia, uno dei maggiori esportatori di mine in tutto il mondo negli anni ’80 ma anche uno dei paesi dove la campagna contro le mine antiuomo ebbe più successo in termini politici e legislativi.
Fetched live from OpenAlex and de-inverted. Abstracts are not stored in this database: the inverted indexes are 8.6 GB of the frame’s 9.3 GB of text, and the host has 13 GB free.
How this classification was reachedexpand
Full frame machine prediction
Teacher imitationNot calibrated prevalence, not ground truth. Human validation pending. The Gemma side is a direct model label for every work in the frame, read from the title-only record. The Codex side is a classifier learned from the 10,348 direct Codex labels and calibrated to design-weighted sample rates; fields without enough sample support carry no Codex call. Candidate is the union of the two sides; consensus is their intersection. These outputs are machine_predicted_unvalidated and are not human labels.
Distilled classifier scores by category (both heads)
| Category | Codex | Gemma |
|---|---|---|
| Metaresearch | 0.002 | 0.002 |
| Meta-epidemiology (narrow) | 0.000 | 0.000 |
| Meta-epidemiology (broad) | 0.000 | 0.000 |
| Bibliometrics | 0.001 | 0.001 |
| Science and technology studies | 0.003 | 0.002 |
| Scholarly communication | 0.007 | 0.003 |
| Open science | 0.001 | 0.004 |
| Research integrity | 0.003 | 0.003 |
| Insufficient payload (model declined to judge) | 0.051 | 0.010 |
Machine scores (provisional)
The two teacher heads of the student model, read on this work. A score orders the frame for review; it never asserts a category, and the validation status ships verbatim with every row.
Baseline scores from an immature model (maturity gate not passed, 7 training rounds). Scores rank; they never assert a category.
score_only:v0-immature-baseline · verbatim from the scoring run: score_only means the number may rank works, and no category label ships from itClassification
machine, unvalidatedMachine predicted; a candidate call from one source (direct Gemma or distilled Codex), not a consensus.
How this classification was reached, model by model and score by score, is at the end of the page under "How this classification was reached".